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Italia indietro sulle infrastrutture di rete
Neelie Kroes (Ue): l'Italia ha ancora molto da fare sulle infrastrutture di rete


"C'è ancora molto lavoro da fare", questa è la valutazione, oltremodo sintetica ma esplicita, che Neelie Kroes, vice-presidente della Commissione europea e responsabile per l'Agenda Digitale, ha girato a Sole24Ore.com in merito alla situazione del mercato e delle infrastrutture delle telecomunicazioni in Italia, a margine del suo discorso presso l'FTTH Conference dedicata al business della fibra ottica, tenutasi a Milano il 9 e il 10 febbraio.

E sul memorandum siglato nel novembre scorso tra il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani e i principali operatori di tlc per costituire una newco che si occupi di realizzare le infrastrutture passive di rete necessarie a soddisfare i target fissati dall'Agenda Digitale Ue, Neelie Kroes ha dichiarato: "Sono informata su questa iniziativa e considero positiva ogni azione finalizzata a migliorare le tlc e a fare sistema. Tuttavia, si tratta di un progetto ancora in embrione e, per esprimere un giudizio più preciso, c'è bisogno di vedere come verrà sviluppato".

Per raggiungere gli obiettivi previsti dall'Agenda Digitale, in base a cui, entro il 2020, il 100% degli europei dovranno navigare online almeno a 30 Mbps e il 50% a 100 Mbps, secondo il commissario Ue "la fibra ottica giocherà un ruolo fondamentale, insieme a un mix di tecnologie" utili a far crescere le prestazioni delle reti tlc e a garantire alle prossime generazioni di cittadini Ue tutti i vantaggi che le reti di nuova generazione (Nga – Next generation access) permettono in termini di interazione e trasferimento delle informazioni.

E per portare a compimento il processo di innovazione è necessario fare in fretta, "incrementare gli investimenti, poiché, il tempo è contro di noi" e in uno scenario internazionale sempre più competitivo, il Vecchio Continente ha da recuperare molto terreno nei confronti di paesi asiatici come la Corea del Sud e il Giappone. A questo riguardo, Luigi Gambardella, executive board chairman di ETNO (European Telecommunications Network Operators), ha precisato che, "data l'entità degli investimenti necessari, conviene che si mettano insieme risorse private e fondi degli stati membri e dell'Ue". E, ancora, la creazione dei Next generation access " porterà nuove opportunità per i cittadini e per le imprese europee".

In relazione al rispetto della concorrenza Neelie Kroes ha invitato "le autorità regolatorie dei diversi paesi Ue a incentivare una politica che miri a controllare i prezzi dei servizi tlc", creando un contesto di mercato favorevole alla competizione e all'ingresso degli operatori alternativi. In conclusione, il vice-presidente della Commissione ha evidenziato come anche nel settore dell'economia digitale valga lo schema generale del mercato unico europeo, "senza frontiere e senza barriere fiscali tra gli stati". E, per questo, è importante che "tutta l'Europa abbia un unico approccio alle reti di nuova generazione che veda agire in modo congiunto le autorità regolatorie e gli operatori di tlc", evitando così il pericolo che vengano a crearsi 27 differenti sistemi di telecomunicazione.

Luca Vaglio
 
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Fonte: ilsole24ore